La menzogna dello SVILUPPO PERSONALE!

La menzogna dello SVILUPPO PERSONALE!

Rocco Bruno 6 Dicembre 2019 9 Comments

Nel giro di meno di un decennio abbiamo sempre di più delegato le nostre scelte e il nostro sapere ad algoritmi come Google. Non si scrive più un articolo, non si costruisce un post, un sito senza tenere conto delle keywords e del gradimento dell’algoritmo di Google.

Seo! Tutto deve obbedire a semplici regole in modo da rendere i nostri contenuti graditi a Google affinchè ci posizioni nei primi link della ricerca. Milioni di persone oramai si fidano dell’algoritmo di google per uno dei compiti più importanti, ovvero, la ricerca di informazioni rilevanti ritenendo il risultato affidabile. Noi non cerchiamo più informazioni, ma “googliamo”.

Una volta che avremo sempre di più delegato le nostre scelte ai vari algoritmi di A.I., finiremmo per perdere ogni possibilità di libero arbitrio, diminuendo non solo la nostra autonoma capacità di ricerca delle informazioni, ma persino la consapevolezza ed il personale discernimento tipico della nostra specie. Al momento per i più la “verità” è definita dal primo risultato di ricerca di Google. Siamo talmente profilati che stiamo diventando la nostra stessa profilazione.

Avete mai provato ad andare in un centro commerciale, in un pub, in ristorante? Siamo sicuri di vedere ancora delle persone? Io non vedo più persone, vedo solo la loro profilazione: le persone sono diventate la proiezione digitale del loro smartphone.

La propaganda è sempre esistita, ma non c’é mai stato modo, come oggi, di diffondere storie false a miliardi di persone in solo un’ora. Il tutto è stato operato con un unico scopo: la ricerca dell’attenzione umana per orientare la psiche attraverso la sollecitazione dei tasti emotivi più forti. Il rischio più grande è la disgregazione della sfera pubblica, la nostra incapacità di avere comunicazioni normali è già di fatto compromessa, considerato il nostro inconsapevole uso del social networks da cui ci lasciamo usare.

Dalla visualizzazione di un messaggio wathsapp…. alla risposta viscerale nel corpo…. il passaggio è breve, anzi direi istantaneo. Siamo già di fronte agli scenari di controllo e manipolazioni preannunciati da pellicole come Matrix. Non serve creare fisicamente le vasche dove coltivare gli uomini, è bastato profilarci e convincerci che quella è la nostra libera scelta, che quello è il mondo vero.

Costruiamo la nostra storia individuale sulla base di fatti autobiografici, elementi di finzione religiosa e culturale; ieri libri o film, oggi Facebook e Instagram; i social rendono per la prima volta evidenti, fuori di noi, i nostri processi mentali: scegliere questa o quella foto, tra mille, è qualcosa che prima avveniva solo nella nostra mente.

Ma questi processi possono essere visti anche da attori esterni, autorità che riescono a fare quello che neanche la tortura del Medioevo riusciva a tirare fuori da noi. E lo fanno con il nostro consenso: qualcuno ti conosce meglio di te e cerca di usare queste informazioni per ricondurti su binari prestabiliti a tua insaputa.

Una volta che avremo delegato ad A.I. anche le scelte quali cosa studiare, dove lavorare o chi amare, come già facciamo per la ricerca di un ristorante, un pub, una discoteca, o il percorso in auto da compiere, avremo perso del tutto ogni contatto con i nostri sentimenti, con la nostra capacità di lascirci stupire, di intuire e lascirci ispirare dal nostro intimo.

La nostra intimità è messa in piazza e questo accarezza il nostro profondo edonismo anche detto bisogno di considerazione, l’avvocato di quest’ultimo è l’arroganza intellettuale al fine di giungere alla piena realizzazione dell’importanza personale, ovvero cedere tutto di noi al sistema.

La vocazione cosmica dell’umanità di conoscere se stessa e sentire visceralmente il bisogno di contribuire allo sviluppo della coscienza universale, sta per essere soppiantato e sostituito da un grande sistema globale di eleborazione dei dati omnicomprensivo col quale piano piano ci si sta tutti conformando e fondendo. Questa è già “the matrix”. 

Personalmente ritengo che per evitare questo scenario, per ogni dollaro o euro o minuto speso ed investito per migliorare l’I.A., si dovrebbe investire altrettando tempo e denaro per realizzare la Coscienza Umana, unico vero antidoto ad una sempre più preoccupante DITTATURA DIGITALE.

E’ questa la natura intrinseca del progetto Zion: educare gli individui all’interiorità, la rivoluzione della coscienza, un educazione atta a ripulirci del marchiume dei costrutti di una civiltà decadente, che per quanto sia fortemente evoluta tecnologicamente, ha lasciato indietro lo sviluppo dell’elemento più importante ed interconnesso con le finalità stesse dell’esistenza di una forma di vita come quella umana.

E’ impressionante come non si riesca a capire questo semplice concetto, tutti impegnati solo a fare transazioni sul mercato, comprare e vendere, senza accorgersi che è la nostra natura umana più vera che se ne sta andando, che stiamo svendendo.

Lo sviluppo armonico dell’uomo alla luce della sua vocazione intrinseca che lo vede al centro di un evoluzione di portata planetaria e cosmica è considerata solo alla luce della realizzazione di effimeri sogni, quanto una sciocca superstizione, o un inutile filosofeggiare della mente, mentre di fatto è l’unica cosa a renderci umani, anzi direi Divini.

E quando, per sbaglio, la ricerca c’è… si concentra sullo sviluppo delle nostre abilità per la soddisfazione di sogni, desideri legati a logiche ed esigenze di rapido consumo tipiche del nostro sistema economico, politico e di mercato; rinnegando le nostre vocazioni a lungo termine come esseri consapevoli, e spacciando tutto questo operare con la dicitura di: Sviluppo Personale.

Abbiamo abbassato la nostra funzione di Esseri Viventi di razza umana a quelle di animali domestici, come mucche docili veniamo munti, lasciandoci in una condizione inferiore ai nostri antenati presunti selvaggi. Sono stati coltivati esseri umani mansueti, che producono enormi quantità di dati, incapaci di coltivare il loro potenziale umano ai fini evolutivi, incapaci di capire perchè esistono, quale è la loro funzione nell’universo, quale la motivazione intrinseca di essere umani.

Totalmente ignari del perchè esistiamo, cosa siamo, “perchè”, … ci aggiriamo sulla faccia di questo pianeta convinti che l’unica vera aspirazione e scopo della nostra vita sia realizzare i nostri desideri, che l’autorealizzazione come esseri di razza Homo sia quella di realizzare i nostri sogni, senza capire che sono bisogni indotti, falsati da una crescente intromissione nei processi cognitivi di un sistema di credenze che ha trovato attualmente nello sviluppo tecnologico di I.A. lo strumento coercitivo e di manipolazione più potente che sia mai stato creato sino ad oggi, uno strumento più potente della propaganda nazista, più potente della televisione, o della fasulla narrazione liberista o comunista.

Con questo non dico che I.A. sia il problema, dico che è il modo con cui viene impiegata che lo è. Se non evolve il paradigma su cui fondiamo la nostra civiltà, I.A. ne potenzierà esclusivamente le sue criticità, e la criticità più grande è quella di aver privato gli essere umani della loro evoluzione coscienziale, sostituendola con l’illusione di una realizzazione materiale, sociale, economica, sostituendola con desideri da appagare.

Di fatto il lupo perde il pelo, ma non il vizio, ed il vizio di dominare uno su l’altro è ancora profondamente vivo. Competiamo per un posto, per una posizione, per un ruolo, restando profondamente condizionati da una lotta di potere che ha caratterizzato gli ultimo 10.000 anni di civiltà (si fa per dire)….

Di fatto competizione, se correttamente letta è “cum-petere”, che  significa “creare insieme”.

La responsabilità di “cum-petere” sulla base di assunti diversi manca da troppi secoli!

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9 comments
  • Cristiano Toffoletti 6 Dicembre 2019 at 14:40

    Un bell’articolo!
    La posizione dell’autore è esplicita ma non aggressiva. Un articolo nel complesso ben bilanciato ma soprattutto ben argomentato.
    Consiglio la lettura

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  • Claudio 6 Dicembre 2019 at 15:32

    Ho letto altro dell’autore e devo dire che fa sempre un’analisi oggettiva della situazione. Articolo consigliato!

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  • Marco 6 Dicembre 2019 at 15:45

    È incredibile quanto lo smartphone sia diventato il “gateway” da cui passa ormai la maggior parte della nostra vita….. È un imbuto che fa da collettore di tutto quello che siamo che si allarga sempre di più.

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  • Giulia 6 Dicembre 2019 at 16:05

    Mi trovo perfettamente d’accordo. Il prendere il cellulare per vedere se qualcuno ha scritto è diventato un sordo automatismo, quasi fosse un tic. Il guardare whatsapp con quella leggera ansia e aspettativa per vedere se la persona a cui penso mi ha scritto è all’ordine del giorno. Entri in locali o passeggi per strada non incontri più esseri umani… Tutti chini e assorbiti nello smartphone. Le persone sono spaventatissime all’idea di incontrarsi e conoscersi. Meglio la virtualità! Senza parole e con una punta di amarezza per la direzione che stiamo prendendo. I nostri gusti e bisogni sono indotti. Non sappiamo più chi realmente siamo! … c’e Però qualcosa… qualcosa di insostituibile… qualcosa che può salvarci… il guardarci negli occhi profondamente… il sentire che di fronte a noi c’e Un essere… il suo cuore batte come il mio.. ha sofferto esattamente come me… ecco.. quando percepisci questo… la commozione si manifesta… e la vita si realizza!

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  • Joaquin 6 Dicembre 2019 at 20:48

    Questo articolo é di una banalità disarmante

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    • Rocco Bruno 6 Dicembre 2019 at 22:07

      Arogmenti, …. dottore!

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    • ivo giuseppenrico 7 Dicembre 2019 at 10:37

      …il giudizio automatico di una riga lo è molto di più evidentemente…IA

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    • Claudio 8 Dicembre 2019 at 10:52

      Questo commento è di una banalità disarmante

      Reply
  • ivo giuseppenrico 7 Dicembre 2019 at 10:33

    Questo articolo mi ha portato a una più profonda riflessione del mio rapporto con la tecnologia per cui ne sono grato dato che mi sono accorto che lo usavo per lo più in modo incosciente….adesso penso che è fondamentale di sentire il contatto con la propria anima e bisogna stare attento per quanto questo viene meno, mentre stiamo interagendo con essa. Se IA sta imparando come una macchina mentale abbiamo bisogno di darle la profondità del nostro essere per darle la stessa scelta che abbiamo noi…qualche volta…, di agire automatico dalla mente superficiale giudicante con i preconcetti protocollati o “appunto” scegliere di non lasciarsi cadere in quella via larga, ampia e già conosciuta, ma fermarsi e entrare profondamente nel contatto attento alla percezione del istante….magari la differenza non si nota visto dal esterno ma si dovrebbe percepire nel incontro con quel essere….

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