LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

LA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE

Rocco Bruno 17 Settembre 2019 0 Comments

Siamo di fronte a cambiamenti epocali che ci suggeriscono cambiamenti radicali interiori per procedere oltre nella nostra evoluzione sia come individui che come specie. Siamo solo all’inizio di questa grande rivoluzione che porterà parecchi cambiamenti a livello sociale in tutto il mondo.

Oggi il mondo va incontro ad una profonda trasformazione, Lo sviluppo tecnologico in atto di I.A:, biotecnologia, robotica, stanno cambiando molto velocemente il nostro modo di vivere ed esistere.

L’intelligenza artificiale (IA) non è fantascienza: fa già parte delle nostre vite. Che si tratti di utilizzare un assistente personale virtuale per organizzare la nostra giornata lavorativa, viaggiare in un veicolo a guida autonoma e molto altro, di fatto, l’IA oggi è già una realtà.

E’ convinzione comune che oltre a renderci più facile la vita, l’IA ci aiuterà a risolvere alcune tra le sfide più ardue al mondo a cominciare dai problemi dovuti ai cambiamenti climatici. Non ultimo dovrebbe portare anche un miglioramento delle condizioni lavorativa ed occupazionale. Ci dovremmo confrontare con il problema del “sostituire” l’essere umano anche nelle mansioni più complesse, e come ben sappiamo, “sostituzione” nel mondo del lavoro equivale a parlare di “disoccupazione”.

Purtroppo siamo talmente dipendenti ed assuefatti a questo sistema ed ai suoi paradigmi ed assunti, che stiamo solo cercando di riadattare l’IA a consuetudini acquisite in secoli di grandi stravolgimenti. Serve elevare lo Spirito dell’uomo, riportarlo alle sue origini al fine di comprendere cosa realmente sia e quale sia la sua funzione in rapporto al Pianeta e la coscienza universale.

Diventa importante, quasi un dovere, cercare di capire come potrebbemmo svilupparci, siamo chiamati a fare del nostro meglio come umanità per crescere ed evolvere all’interno di questo cambiamento epocale. In questo momento è in atto un dibattito sul futuro dell’umanità, per quanto le persone non ne abbiano la percezione, la condizione di emergenza è tale che non possiamo lasciare le sorti della nostra specie nelle mani di accademici, scienziati e grandi lobbies che sono proprio gli stessi che ci hanno condotto all’attuale stato di cose.

Chi fa innovazione resta totalmente indifferente alla ricaduta di questo sviluppo tecnologico. Attualmente l’unico limite a questo sviluppo è il mercato, il business, niente che impegni direttamente realtà sociali, politiche ed istituzione nel tentativo di creare una trasformazione negli individui e nella società. I governi e le istituzioni non sono in grado di produrre politiche al passo con i cambiamenti in atto, persi nelle logiche di sempre e nel tentativo di attirare consenso, pertanto spetta a qualcun altro provvedere.

PROBLEMI DI ORDINE PUBBLICO | LIMITAZIONE DELLE NASCITE

La velocità e, a volte, l’indifferenza di chi produce innovazione ci invita a concepire un uomo nuovo, la mancanza di comprensione, da parte di questi ultimi, che alla fine tutti questi prodotti non potranno essere acquistati dalle macchine che li producono, cosa era diversa prima con gli operai ed impiegati, è l’elemento su cui portare l’attenzione nella direzione di trovare soluzioni adeguate ai tempi che corrono. Nei prossimi anni si perderanno milioni di posti di lavoro e tutti questi disoccupati diventaranno necessariamente un problema di ordine pubblico.

Per quanto le persone non lo sappiano di fatto le soluzioni proposte dal modello attualmente in essere a narrazione liberista, non contemplano che la riduzione del numero degli abitanti sulla faccia del pianeta, la limitazione della mobilità e l’assunzione di stili di vita sempre più restrittivi. Siamo ancora una volta dentro una logica di competività di cane, mangia cane, e di sopraffazione che modificherà ulteriormente lo stato sociale.

IL DIBATTITO SUL FUTURO DELLA SPECIE UMANA

Non possiamo sottrarci al dibattito in atto, in questo momento altri prendono decisioni che ricadranno su tutti, per questo è necessario svegliarsi ed iniziare a costruire altro, QUI SI DIBATTE SUL FUTURO DELLA SPECIE UMANA e i più non solo dormono, ma non ne hanno percezione.

Mentre tutto questo accade infatti siamo sempre più presi a fare business, impresa, lavoro, accudire figli e genitori anziani, pagare mutui, … cercando nel poco tempo libero di divertirci e svagare la testa. Voi non vi interessate al futuro del mondo lasciando ancora una volta che siano altri a farlo per voi, ma questa volta questi altri stanno preparando un brutto quartora per tutti.

La rivoluzione tecnologica in atto ci invita ad una nuova visione innovativa di noi stessi e del mondo, ci invita a ragionare in termini di un nuovo modello economico sociale. Diversamente se questa rivoluzione continuerà a ricadere sugli stessi ed attuali paradigmi culturali gli scenari fantascientifici di certe pellicole di Hollywood saranno una realtà.

LA SOLUZIONE | ZION PROJECT | UN NUOVO MODELLO ECONOMICO SOCIALE

La soluzione a questa annosa controversia economica e sociale non può essere il reddito di cittadinanza o universale, e nemmeno la rendita passiva, serve una concezione del tutto nuova di società, anzi una concezione del tutto nuova di vivere. I massimi esperti sostengono che lavoreremo tutti di meno, … si ma cosa faremo nel tempo che ci resta? E poi “Tutti” chi? E’ in atto una selezione “naturale” degli individui ed in questo momento l’unica soluzione sembra solo quella di buttarsi nella mischia delle startup, provare a fare business, attrarre nuovi clienti. I clienti mancano perchè non c’è più lavoro, non c’è più denaro da spendere.

Esiste un unica vera soluzione che si traduce in un equivalente e parallela RIVOLUZIONE ANTROPOLOGICA e CULTURALE. Lo so, quando si parla di cultura i più storcono il naso, bene allora sappiate, visto che è l’unica leva che sentite che questa rivoluzione industriale sta cambiando inesorabilmente la natura del lavoro e di fare reddito. Se da una parte in molti sono convinti che alcuni tipi di lavoro saranno creati, per lo più il concetto di lavoro/reddito al quale siamo abituati ed assuefatti sparirà. I social network diventeranno piattaforme per produrre reddito o come lo chiamano, per produrre una “rendita passiva” facendo le cose che quotidianamente già facciamo sui social.

Il punto vero, però, é che nonostante questi tentativi di adattarsi al mondo che cambia di fatto esiste in questo momento una vera emergenza, non del pianeta terra, ma dell’umanità, il suo modello di sviluppo e la narrativa liberista sono al loro punto di rottura. Il modo di produrre beni e servizi è in crisi. Consumare il pianeta non è in cima alle priorità sia delle istituzioni, che della politica, che delle corporazioni, la reale preoccupazione è costituita dal fatto che la produzione è in crisi.

Purtroppo, i più sembrano non rendersene minimamente conto, tutti indaffarati a fare cose per sopravvivere senza la minima consapevolezza che il mondo al quale siamo abituati sta sparendo.

Gli stili di vita consolidati impediscono e limitano questa percezione, oltre a limitare di fatto il cambiamento di mentalità assolutamente necessario per superare la complessità di questi tempi. Assuefatti e dipendenti da un sistema che non riesce più a sostenere i ritmi della produttività.

Serve un nuovo modello economico sociale che si occupi di applicare la tecnologia per risolvere il problema delle dipendenze, e un modello educativo in grado di liberare gli individui dall’assuefazione, o come piace a me chiamarlo, dal condizionamento. Serve educare gli individui ad una nuova consapevolezza partendo da dove abbiamo lasciato molto tempo addietro. Nel futuro non saranno i titoli a fare la differenza, ma le vere abilità che sapremo far emergere, l’intelligenza CREATIVA sarà il motore di questo nuovo millennio, e non esistono al momento titoli che qualifichino le qualità intrinseche di un essere umano.

La competività deve trasformarsi in reale collaborazione, una mutualità, che ancora non conosciamo o abbiamo perso da secoli, o millenni. La costruzione di community tematiche anche fisicamente, materialmente intendo, e non solo sul web è una delle proposte che da diversi anni proppongo ed il cui nome è PROGETTO ZION.

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