“Uscire da Matrix?” e il progetto Zion!

“Uscire da Matrix?” e il progetto Zion!

Rocco Bruno 18 Novembre 2019 0 Comments

Entro il 2050 non soltanto ci saranno schiere di disoccupati, ma l’idea stessa di “posto di lavoro” o di una “professionalità” saranno spazzati via dall’introduzione sempre più massiccia di innovazione, automazione ed intelligenza artificiale.

Anche se potessimo continuare a spacciare l’idea che grazie all’intelligenza artificiale andremo tutti a stare meglio e lavorare di meno o che si creeranno nuovi posti di lavoro, il livello di difficoltà che questo modo di gestire l’economia sta imponendo produrrà uno stress emotivo tale da mettere in discussione la resistenza psicologica di grandi masse di individui.

La politica è praticamente assente, spera in una riconversione delle professioni, una redistribuzione della ricchezza attraverso un reddito universale o reddito minimo, ma di fatto non è in grado di gestire le situazioni che via, via che svilupperemo tecnologia sta imponendo.

Siamo di fronte a cambiamenti epocali che ci suggeriscono cambiamenti radicali innanzitutto interiori per procedere oltre nella nostra evoluzione come specie e come razza.

E’ in atto un dibattito sul futuro dell’umanità al quale i più o lo ignorano o ne restano emarginati. Un dibattito che vede come soluzione quella di una drastica diminuzione della popolazione mondiale attraverso l’introduzione  dei servizi di pianificazione familiare.

Esistono politiche sostenute abusando del concetto di diritti umani per giustificare la necessità di riduzione dei tassi di fertilità. Non è nemmeno per nulla chiaro se se l’economia del futuro avrà bisogno di noi persino come consumatori.

La sfida dell’umanità nel XXI secolo posta dalle tecnologie informatiche e biologiche è molto più seria di quella che nell’era precedente imposero i motori a vapore, le strade ferrate, l’elettricità e la produzione industriale.

Il primo passo sarebbe ammettere con onestà che i modelli sociali, economici e politici che abbiamo ereditato dal passato sono inadeguati ad affrontare questa sfida.

Il progetto Zion, di cui sono l’ideatore ha lo scopo e l’intento di dare una possibile soluzione a questo dibattito.

Comunità autonome ed autosufficienti dal punto di vista energetico ed alimentare, coadiuvando questo sviluppo con una parimente rivoluzione antropologica che si produrrebbe educando le persone e liberandole con un metodo sperimentale e sperimentato da me in 20 anni di ricerca e sperimentazione sul campo, come docente di scuola prima e come antropologo indipendente poi, dal condizionamento subito in secoli di oscurantismo ed oppressione.

Uscire da matrix?” è il nome del metodo originale da me sviluppato, un particolare tipo di educazione che ha lo scopo di mettere in contraddizione tutti gli assunti sino a questo momento depositati nella psiche degli individui per mostrare che un modo di vivere esiste e che può essere intrapreso e prodotto recuperando quelle qualità latenti da tempo abbandonate.

Vivere invece di sopravvivere.

Stay tuned.

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